Monte Strega trekking in mezzo alle nuvole

Come sempre ci incontriamo a Piazzale Matteotti, siamo un bel gruppo e ci sono una decina di baldi giovani che sono impazienti di partire. Riempiamo le macchine e si parte, direzione Sassoferrato. Lasciamo una macchina per la spola e saliamo al rifugio Stella, ormai non più in uso che è veramente un peccato.

Ci raduniamo intorno ad un tavolo e Massimo tiene una breve lezione di cartografia per i ragazzi e anche per gli adulti che vogliono saperne di più.  Zaino in spalla e iniziamo a salire, prima su carrareccia non ripida ma molto panoramica, con una bella vista sul monte Catria. La marcia è veloce e come da programma si arriva alla prima tappa, quella della merenda, ci adagiamo su un prato che interrompe per un tratto la cresta della Leccia. A pancia piena si riparte, questa volta attacchiamo un bel sentiero che segue il lato della cresta Monte Strega. Questa volta a guidare il gruppo sono i ragazzi, seguiti dagli accompagnatori e dai grandi, c’è vento ma la giornata è calda e le nuvole che stanno all’orizzonte non sono così minacciose come sembravano alla partenza.

Arriviamo in vetta proprio sotto la Croce in metallo caratteristica di questa Montagna, i ragazzi sono felici e anche noi ci siamo divertiti durante questa salita, è il momento delle foto di rito. Il vento fa volare via alcuni indumenti, è il segnale che dobbiamo ripartire per Montelago. Di nuovo i ragazzi in testa al gruppo, si scende lungo le ripide creste fino ad un incrocio, dove una volta c’erano delle tabelle dei sentieri CAI, ora sono a terra. Abbiamo difficoltà a trovare l’inizio del sentiero e ci impieghiamo alcuni minuti per trovare il primo segno biancorosso, ma poi giù in discesa in mezzo al bosco. Il sentiero è ripido e le recenti piogge hanno reso il terreno viscido e la marcia è difficoltosa.

Naturalmente i ragazzi vanno a velocità doppia dei grandi e la fila si allunga, ma alla fine ci ritroviamo all’uscita del bosco su un bel prato assolato. Il tempo di arrivare e i giovani ripartono e noi vecchietti arranchiamo ma non demordiamo, si riparte. Ci infiliamo di nuovo nel bosco, anche qui la segnaletica non ci aiuta, ma il sentiero è ben evidente, in breve si arriva all’asfalto. Ora ci aspetta l’ultima sfida quella col piatto di tagliatelle e non sarà facile. Non faremo prigionieri e all’insistenza del bis i gestori del locale ci portano una serie di taglieri pieni di dolciumi fatti in casa, eccheproblema c’è, abbiamo camminato.

Riassuntino della giornata, i ragazzi stanno formando il gruppo e i risultati si vedono, si divertono di più e vanno anche di più, il lavoro per noi accompagnatori diventa più stimolante e si potranno fare anche escursioni più impegnative. A presto.

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