Articolo per l’Azione – 2023

Primavera Fabrianese: domenica 14 maggio 2023
La tradizione continua e si rinnova

La Primavera Fabrianese nasce nel 1976, su iniziativa della sezione di Fabriano del Club Alpino Italiano, ed è da subito
diventata un appuntamento fisso del mese di maggio per la città della carta. In questo lungo arco di tempo la
manifestazione si è sempre svolta regolarmente, con qualsiasi condizione meteorologica e l’unica pausa è stata quella
dovuta all’emergenza covid a partire dal 2020. Ora, dopo l’edizione “light” dello scorso anno, la Primavera Fabrianese
riparte e dà a tutti appuntamento per domenica 14 maggio per la partenza della sua quarantacinquesima edizione.
La manifestazione riprende con la sua formula storica e consolidata. Una formula doppia: c’è la camminata in
montagna aperta a tutti ma c’è anche il “trail”, la corsa dedicata agli atleti che si vogliono misurare sull’impegnativo
percorso sfidando il cronometro. Negli anni ’70 sicuramente la parola trail non aveva la diffusione e la riconoscibilità
che ha oggi, e infatti il Cai di Fabriano al nome della manifestazione aggiunge la definizione di “marcia in montagna”
per cercare di definirne meglio l’identità. Ma gli elementi del trail, quelli c’erano già tutti fin dall’inizio: la ricerca del
ritmo sostenuto, la scelta di percorrere sentieri e sterrate, il dislivello da superare.
Alla partenza della prima edizione della Primavera Fabrianese si presentarono settanta partecipanti. Nel 2015 la
manifestazione, ormai diventata una tradizione che accompagna l’arrivo della bella stagione, ha festeggiato le sue
prime quaranta candeline sfiorando il numero di mille iscritti. Nei numeri, ma non solo in quelli, si legge il successo di
questa marcia che concilia i diversi modi dell’andare in montagna: quello di chi corre cercando la sfida con gli altri, con
il terreno impegnativo e con se stesso; e quello di chi pone l’accento sull’andare al proprio ritmo, assaporando
paesaggi, profumi, sensazioni date dal contatto con la natura.
Gli organizzatori della prima edizione, veterani del Club Alpino Italiano di Fabriano, abituati a percorrere le montagne
con un passo a misura di zaino e di scarponi, pensavano che l’impegnativo percorso da loro pensato, 22 km per
percorrere alcuni dei rilievi più significativi che circondano Fabriano, non potesse essere fatto tutto di corsa e
soprattutto che difficilmente sarebbe stato completato in meno di quattro ore. E invece, sin dalla prima edizione, si
presentarono al via numerosi atleti che con le loro scarpette da corsa chiusero il giro in poco più di due ore. I primi ad
arrivare infatti, Paolo Costanzi e Sergio Balducci si presentarono al traguardo dopo 2 ore e 16 minuti, seguiti da
stefano Teodori con quattro minuti di ritardo.
Da quella prima edizione è cominciata la sfida con il cronometro, per riuscire a fermare il prima possibile le lancette
che indicano il tempo di gara. Il primo a scendere sotto le due ore è sempre Sergio Balducci che nell’edizione del 1979
riesce addirittura a completare i 22 km in 1 ora e 45 minuti. Meglio di lui, in tutta la storia della Primavera Fabrianese,
riuscirà a fare solo Sergio Bianchi, di San Severino, che nel 1987 farà il tempo record di 1h 43’ 08. Tempo che lo stesso
Bianchi limerà di altri otto secondi nell’edizione di due anni dopo. Da allora il tempo di 1h 43’ 00”, resiste di anno in
anno ai ripetuti assalti degli atleti, in primis lo stesso Sergio Bianchi, che vincerà ben 11 edizioni della Primavera, ma
senza riuscire a migliorare ulteriormente il proprio record. Bisognerà aspettare l’edizione del 2019 per vedere scalzato
il record di Bianchi dalla prestazione di assoluto rilievo con cui Francesco Paco Gentilucci ferma il cronometro a 1 ora
42 minuti e 36”.
Inizialmente pensata per svolgersi su di un unico itinerario, quello più “classico” di 22 km e circa mille metri di
dislivello che rimane il simbolo della manifestazione ed il terreno di sfida per i corridori più agguerriti,
successivamente la Primavera Fabrianese ha visto aggiungersi anche un percorso ridotto di 13 km e dislivello più
abbordabile. Entrambi gli itinerari si svolgono per oltre il 95 per cento della loro lunghezza su single track, strade
sterrate e carrarecce,attraversando alcune delle zone più interessanti dell’Appennino fabrianese e toccando anche siti
di interesse storico, come il monte Fano, sede dell’eremo fondato da San Silvestro e Valleremita con il suo eremo di
Valdisasso, dove passò anche San Francesco.
Il percorso ridotto di 13 km si propone con un itinerario adatto a tutti, anche a famiglie e bambini. Perchè una delle
caratteristiche della Primavera Fabrianese è quella di avere diverse anime, e di riuscire a conciliare lo spirito del trail
con la marcia in montagna e con il trekking, la competizione con la convivialità e la festa.
Sul sito del Cai Sezione di Fabriano è possibile trovare tutte le informazioni relative alla quarantacinquesima edizione
della Primavera Fabrianese e già da ora ci si può iscrivere alla manifestazione, in attesa dello start che verrà dato
puntualmente domenica 14 maggio alle 8,30 dai giardini Unità d’Italia in viale Moccia.